In cosa consiste la “Rigenerazione Parodontale Guidata”?

E’ una tecnica basata sull’uso di membrane che assicurano un effetto barriera sui tessuti parodontali superficiali e inoltre esercitano un effetto tenda preservando uno spazio per la riformazione dei tessuti parodontali profondi (osso, legamento parodontale, cemento radicolare).

In quali casi si può ottenere la rigenerazione dei tessuti parodontali?

Nei casi in cui la parodontite determina la formazione di “tasche infraossee”, cioè tasche la cui l’estremità è localizzata ad un livello più profondo rispetto al margine osseo.

In cosa consiste la “terapia chirurgica rigenerativa” parodontale?

Nell’attuazione di tecniche che consentono di ottenere la rigenerazione  dei tessuti parodontali profondi (osso, legamento parodontale, cemento radicolare) precedentemente distrutti a causa della parodontite.

Quando si valuta se è necessario effettuare la “terapia chirurgica” della parodontite?

Nell’ambito della rivalutazione, circa 2 mesi dopo l’ultimazione della terapia non chirurgica della Parodontite, sulla base delle condizioni cliniche (sondaggio) e radiografiche (esame del tessuto osseo) dei tessuti parodontali.

In cosa consiste la “terapia farmacologica” della parodontite?

Principalmente nell’uso locale (topico) di antisettici, quali la clorexidina, sotto forma di collutorio, gel, dentifricio. La terapia antibiotica per via orale viene utilizzata nelle parodontiti aggressive e nelle parodontiti severe. La terapia topica con antisettici o antibiotici si può usare nei casi in cui, alla rivalutazione o in occasione dei controlli, si evidenzia la persistenza o la ricomparsa degli indici clinici di parodontite. La terapia farmacologica deve essere preferibilmente utilizzata in associazione alla terapia parodontale strumentale.

In cosa consiste la “rivalutazione parodontale”?

Nell’esame clinico parodontale cui il paziente viene sottoposto circa 2 mesi dopo l’ultimazione della terapia non chirurgica della Parodontite. Attraverso la valutazione delle condizioni gengivali, della profondità di sondaggio e del sanguinamento al sondaggio, si valutano i risultati ottenuti e, con l’ausilio degli esami radiografici, si programma l’ulteriore trattamento parodontale.

In cosa consiste la terapia non chirurgica della Parodontite?

Nella rimozione della placca batterica e del tartaro sopra e sotto-gengivale mediante l’impiego di strumenti manuali, sonici e ultrasonici. Tale terapia viene eseguita senza incisioni né suture, ma può necessitare in alcuni casi dell’anestetico locale, in relazione alla gravità della parodontite e alla soglia del dolore del paziente.

La Parodontite: come si cura?

Il trattamento della Parodontite consiste in:

  • corretta e completa informazione del paziente
  • corretto stile di vita ed efficace igiene orale domiciliare del paziente
  • terapia parodontale non chirurgica
  • terapia farmacologica
  • rivalutazione
  • terapia chirurgica parodontale, se necessaria.

Le indagini radiografiche servono nel trattamento della Parodontite?

Per verificare i risultati ottenuti con il trattamento parodontale e per controllare nel tempo l’evoluzione della malattia, l’odontoiatra deve avvalersi dei controlli clinici e, quando necessario, delle indagini radiografiche.

Le indagini radiografiche servono per la diagnosi della Parodontite?

La diagnosi di Parodontite è sia clinica che radiografica. Il paziente, però, non deve sottoporsi autonomamente all’effettuazione di accertamenti radiografici. Sarà l’odontoiatra che, in seguito all’anamnesi e all’esame clinico, deciderà se è necessario e se è possibile effettuarli. Gli esami radiografici consentono all’Odontoiatra di verificare le condizioni dei tessuti parodontali profondi, di evidenziare l’eventuale compromissione dell’osso dovuta alla Parodontite e di definirne la tipologia e la gravità.